Research

Salento Isthmus Project

Negli ultimi decenni la penisola del Salento è divenuta un campo di prova per la ricerca archeologica delle popolazioni autoctone dell’Italia in epoca preromana. Fin dagli inizi degli anni Ottanta il centro di ricerca archeologica della Vrije Universiteit Amsterdam (ACVU) ha contribuito a questo studio con campagne di scavo, ricognizioni sistematiche e tecniche geoarcheologiche presso insediamenti e contesti territoriali dislocati nella metà settentrionale della penisola salentina, sul cosiddetto istmo salentino.

Scavi stratigrafici
Le indagini della ACVU hanno avuto inizio nel 1980 e comprendono scavi stratigrafici in una serie di siti indigeni, come Valesio, Muro Tenente, i Castiedd’ di San Pancrazio Salentino e l’Amastuola. Questi scavi mirano anzitutto a effettuare un’analisi su micro-scala di singoli insediamenti, case, capanne e quartieri. Lo scopo è quello di formulare ipotesi sull’evoluzione del sistema insediativo locale. In tutti questi casi gli scavi hanno permesso di inquadrare le grandi linee di sviluppo del paesaggio e del sistema insediativo indigeno, dal fenomeno di espansione e colonizzazione interna nell’Età del Ferro alla formazione di siti proto-urbani nel periodo arcaico, fino ad arrivare all’affermazione di un sistema fortemente gerarchico nella fase ellenistica, dominato dai grandi centri fortificati come Oria e Ceglie Messapica, con centri fortificati minori, villaggi aperti, raggruppamenti di fattorie fino al singolo casolare rustico.
Ricognizioni sistematiche e altre ricerche di reconnaissance
Tuttavia, l’analisi spaziale dei singoli quartieri e insediamenti rimarrebbe limitata a questi casi studio, se non fosse accompagnata da ricognizioni a tappeto, ossia dal survey sistematico. Si tratta del metodo per eccellenza per creare un quadro di modelli insediativi su scala regionale, ed è per questo motivo che sin dall’inizio delle nostre attività in Salento lo abbiamo inserito nel progetto. Sono state esplorate sistematicamente larghe aree-campione dell’istmo salentino, dalla pianura brindisina alla costa tarantina e all’altopiano delle Murge, per un’area totale di oltre 100 km2. Allo scopo di studiare l’assetto insediativo, le ricognizioni sono state accompagnate da analisi di foto satellitari, eseguite dall’Università di Sydney. Un altro elemento sviluppato nel contesto del progetto Salento Isthmus riguarda il cosiddetto urban landscape survey, ossia l’insieme di tecniche mirate a esplorare siti archeologici di un alto livello di complessità insediativa. Parliamo di ricerche geognostiche, di aerofoto-interpretazione, ma anche di ricognizioni a tappeto infra-sito. L’obiettivo di queste ricognizioni era di indagare l’origine, l’estensione, la forma e la natura di una serie di siti fortificati.
Grazie alla stretta collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, il progetto si è ultimamente dedicato anche all’archeologia preventiva e ad aspetti di tutela e di valorizzazione, elaborando carte archeologiche per una serie di Comuni in provincia di Brindisi e costituendo il Parco Archeologico di Muro Tenente tra i comuni di Mesagne e Latiano (BR).
Per maggiori informazioni contattate Gert-Jan Burgers
TEAM DI RICERCA
Gert-Jan Burgers, VU Università Amsterdam – Direttore del Progetto
Jan Paul Crielaard, VU Università Amsterdam
Douwe Yntema, VU Università Amsterdam
Raphaelle-Anne Kok, Università di Amsterdam
Jitte Waagen, Università di Amsterdam
Dorota Biesiekirska, Università di Amsterdam
Christian Napolitano, VU Università Amsterdam
ISTITUTI SOVVENZIONATI
VU Università Amsterdam
KNIR
Organizzazione Olandese per la Ricerca Scientifica (NWO)
Comuni di Mesagne, Latiano, Oria (BR), Crispiano (TA)