Research

Archeologia dell’architettura antica

Ricostruire edifici templari da contesti dell’Italia centrale e processi di modellazione 4D
I templi arcaici possono essere considerati tra le espressioni più prestigiose e significative del paesaggio urbano dell’Italia antica, una realtà emergente della rete di centri del mondo mediterraneo antico. Questa realtà è però particolarmente evanescente a causa del fatto che gli edifici erano costruiti perlopiù facendo ricorso a materiali deperibili, e quanto noto ci è pervenuto spesso allo stato di miseri frammenti. Nonostante lo stato frammentario, questi monumenti ci appaiono come fonti cruciali per quanto riguarda gli assetti religiosi e politici e le identità sociali di cui erano espressione.
 
Le ricostruzioni innovative e dinamiche in 3D e le simulazioni in realtà virtuale offrono grandi possibilità per poter studiare un edificio nella dimensione dei suoi processi di trasformazione. L’uso del 3D per restituire a una dimensione originaria i rinvenimenti archeologici offre nuovi possibili sguardi e nuovi approcci nell’analisi dei dati. Le tante prospettive di visualizzazione di un edificio, soprattutto del suo contesto spaziale, la possibilità di visualizzare le fasi architettoniche attraverso il tempo (elemento che costituisce il nostro 4D), rendono la modellazione in 3D uno strumento innovativo per gli specialisti. Il percorso che conduce alla ricostruzione finale degli edifici è in questi percorsi ampiamente documentato e questa documentazione genera una grande quantità di nuovi dati mai sperimentati prima. La ricostruzione 3D offre un mondo virtuale che consente agli scienziati del settore umanistico di condurre diversi tipi di sperimentazioni. Inoltre, questa tecnologia contribuisce a presentare le nuove acquisizioni a un pubblico più vasto nella forma di siti web, attraverso il mondo della realtà virtuale e aumentata, e altre applicazioni.
Nuovi strumenti di ricerca
Le ricostruzioni virtuali saranno usate come uno strumento di ricerca e sperimentazione, permettendo agli studiosi di testare ipotesi in un modo più sistematico, preciso e raffinato di quanto non si possa richiedere a interventi di tipo descrittivo o semplicemente lineare, soprattutto affidandosi alle ricostruzioni a due dimensioni. Oltre a essere uno strumento di ricerca, questi modelli 4D impongono nuove riflessioni metodologiche e teoriche e forniscono nuove modalità di apertura al grande pubblico, interessato a condividere il proprio passato culturale, come cittadini, lettori o turisti.
Punto di partenza sono sempre i resti materiali (consistenti in fondazioni di edifici portati in luce con gli scavi e in numerosi resti di decorazioni architettoniche), disegni, testi inediti e fonti, e precedenti ricostruzioni, per la maggior parte sotto forma di disegni lineari. In tutti i casi, il risultato sarà un set di ricostruzioni digitali combinato con testi editi. Il progetto si avvarrà di un nuovo laboratorio di ricerca centrato proprio sul digitale 3D, inaugurato nel 2012.
Progetti in corso
The Art of Reconstruction (2012-2013) è stato un progetto pilota che ha sperimentato l’utilizzo delle ricostruzioni digitali 3D come supporto alla ricerca storica, archeologica e architettonica. Lo scopo principale era quello di contribuire allo sviluppo di una metodologia di modellazione 3D come strumento di ricerca scientifica. È stato scelto come caso studio il tempio di Caprifico (Lazio) perché già ampiamente studiato dal punto di vista archeologico, pubblicato e ricostruito con illustrazioni di tipo tradizionale. Il tempio era a circa 60 km a sud di Roma; fu fondato intorno al 520 a.C. e restò in piedi per un brevissimo periodo: fu infatti distrutto poco dopo il 500 a.C. L’accento principale del progetto era posto sui modi di documentazione del processo di ricostruzione e di registrazione dei metadati generati a partire dai dati originari, all’interno di un database interoperativo e di facile accessibilità. Questo per rendere quanto più possibile trasparente e accessibile il processo di ricostruzione. Nel corso della costruzione del modello si sono generati nuovi punti di vista e prodotti risultati inattesi e inediti, circostanza che ha spinto i ricercatori ad analizzare nuovamente gli insiemi di dati originari e tradizionali.
Nel dicembre 2013 si è avviato un nuovo progetto di ricerca intitolato Archaeology of Architecture. Virtual 3D Reconstructions of Lost Monuments, per la creazione di un programma di modellazione interoperativo e per la pubblicazione di ricostruzioni in formato 3D o 4D di architetture e contesti urbani. Infine, nella prima metà del 2015 si svolgerà il progetto internazionale: Biographies of Buildings. Virtual Futures for our Cultural Past, che ha come focus un set ordinato cronologicamente di casi studio facenti capo a contesti architettonici dell’Italia centrale, templi fondati fin dal VI secolo a.C. e successivamente ricostruiti e utilizzati per numerosi secoli fino ai tempi della repubblica romana, dell’impero e del primo medioevo.
team di ricerca
Patricia S. Lulof, Università di Amsterdam – Direttore del Progetto
Carlo Rescigno, Seconda Università di Napoli
Loes Opgenhaffen, Università di Amsterdam
Maarten Sepers, Università di Amsterdam
ricercatori affiliati
Bram Kempers, Università di Amsterdam
Lex Bosman, Università di Amsterdam
Julia Noordegraaf, Università di Amsterdam
Pieter Pauwels, Università di Ghent
Istituti sovvenzionati
Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Amsterdam
Amsterdam School for Heritage and Memory, Università di Amsterdam
Dipartimento di Studio delle Componenti Culturali del Territorio, Seconda università di Napoli
Netherlands Institute for Advanced Study, KNAW
Bibliografia essenziale
LULOF, P.S. , Il tempio di Caprifico a confronto. L’immagine ritrovata. In A. Conti (a cura di), La decorazione architettonica fittile tra Etruria e Lazio in età arcaica (Atti delle Giornate di Studio, Sapienza, Università di Roma, 25 marzo e 25 ottobre 2010) = Officina Etruscologia 5, Rome 2011, 263-273.
LULOF, P.S. , “The Art of Reconstruction and the Image of Power”, in C. Chiaramonte Treré, G. Bagnasco Gianni & F. Chiesa (a cura di), Interpretando l’antico. Scritti di archeologia offerti a Maria Bonghi Jovino (Quaderni di ACME, 134), Milan 2012, 111-130.
LULOF, P.S. , “The Art of Reconstruction. Documenting the process of 3D modeling: some preliminary results”, in Digital Heritage 2013 Marseille, 333-336 (con L. Opgenhaffen e M.H. Sepers).
RATTO, R., “CSE as epistemic technologies: computer modeling and disciplinary difference in the humanities,” Lang and Sharrock (a cura di) Handbook of Research on Computational Science and Engineering: Theory and Practice, IGI Global, 2011, 567‐586.